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Questa è una domanda che mi è
capitato di farmi più volte, imbattendomi in metodi, tecniche e lavori
basati sul respiro circolare, presentati come scoperte o innovazioni
meritevoli di avere un proprio marchio registrato, per il solo fatto di
apportare modifiche marginali e fittizie ad un processo che funziona fin
tanto che se ne lascia inalterato il principio attivo e sostanziale
rappresentato appunto dal respiro circolare. Trovo per giunta paradossale,
una contraddizione in termini, presentare
un lavoro sul respiro definendolo “Olistico” per poi attribuirgli il
marchio registrato. Io, comunque, una risposta a tale domanda me la sono
data. |
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