punto elenco Che cos'è  Il Rebirthing?

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Prospettiva psicoterapeutica

Ogni volta che proviamo un’emozione come  paura,  rabbia, tristezza o gioia,    alteriamo involontariamente il ritmo del nostro respiro, così come lo blocchiamo quando una sensazione per noi diventa troppo forte, per esempio con il dolore o con il freddo. Questa reazione naturale dell’organismo ci mostra quanto respirare equivalga a sentire e quanto il non respirare equivalga a non sentire.

Tale reazione però si cronicizza, quando blocchiamo il respiro per reprimere parti importanti di noi stessi come emozioni, bisogni,  ricordi e pensieri, perché giudicati negativamente e finiamo così per rinunciare ad una piena autorealizzazione.

La diretta conseguenza di questa strategia disfunzionale è rappresentata dalla comparsa di disagi emotivi come apatia, stress, depressione, ansia e panico o di  disturbi di natura psicosomatica come cefalea, insonnia, colite, gastrite, dermatite, problemi sessuali, ecc..

Questi sintomi, tutt’altro che nemici da combattere, rappresentano un linguaggio da decodificare, un messaggio con cui le parti più profonde esprimono qualche tipo di sofferenza,  un chiaro segnale di come ci stiamo distaccando dalla nostra vera natura.

Con il Rebirthing ampliamo il respiro e recuperiamo quelle parti represse di noi stessi, riconoscendole ed accettandole. Integriamo così la nostra personalità ed usufruiamo pienamente di quei processi di autoguarigione insiti nell’organismo.

Molti sintomi spiacevoli perderanno la ragione d’essere, lasciando il posto a quella naturale armonia con la vita che ci spetta di diritto dalla nascita.

 

Prospettiva fisiologica

In questa prospettiva viene preso in considerazione il ph del sangue e le sue variazioni per interpretare i fenomeni, quali la catarsi emozionale ed i benefici generali che si ottengono con le sedute di respirazione circolare. Infatti il ph normale del sangue umano ha un valore di 7,35 e può variare entro la gamma che va da 7,00 a 7,80. L’equilibrio acido-basico(alcalino) è 7,00, la zona di acidità va da 0,00 a 6,99 e quella di basicità va da 7,01 a 14,00: quindi il sangue ha un ph normale leggermente basico, essendo di 7,35. Si è visto che quando il ph scende verso 7,00 la persona rischia il coma, mentre quando aumenta fino a 7,80 la persona può avere crisi convulsive. Senza arrivare a tali limiti si può notare che le normali facoltà di reazione dell’organismo, comprese le scariche emozionali, vengono rallentate da un ph leggermente inferiore a quello normale (7,30-7,25) mentre vengono accelerate, insieme all’attività ipotalamica, quando il ph aumenta leggermente (7,38-7,40) come conseguenza della respirazione circolare. Così viene fornita una base  fisiologica degli sblocchi emozionali provocati  dalla respirazione profonda e circolare (Dèsirè Merien, 1999).

 

Prospettiva pranica

 Secondo questa prospettiva, tipicamente orientale (indiana, tibetana, cinese e giapponese) quando noi respiriamo immettiamo nell’organismo una energia vitale chiamata prana, chi o ki, senza la quale non potremmo sopravvivere e grazie alla quale potremmo sviluppare le nostre potenzialità latenti ed armonizzare la persona nel suo complesso ed in relazione all’universo. Da notare c’è che questa energia non può essere identificata con l’ossigeno, in quanto possono esserci luoghi ricchi di ossigeno ma scarsi di prana (si veda in proposito Lysebeth, 1971, che lo fa risalire ad una sorta di ioni negativi, particelle con carica elettrica). Questo prana poi, non segue il normale percorso dell’apparato respiratorio della fisiologia occidentale, bensì una serie di 72000 canali energetici sottili, chiamati Nadi, tre canali principali, chiamati Ida Pingala e Sushumna, e sette centri o vortici chiamati Chakra. Nelle tecniche yoga basate sul respiro l’obiettivo è quello di accumulare, distribuire, veicolare e quindi controllare  tale prana da cui il nome di Pranayama, ovvero “ controllo-gestione dell’energia vitale”. Nel pranayama ci sono tantissime tecniche di respirazione: lenta, veloce, addominale, toracica, clavicolare, completa, con pause o apnee più o meno lunghe, rilassante, energizzante, purificatrice ecc. dove gli obiettivi variano dal semplice rilassamento alla meditazione, al risveglio della Kundalini, l’energia vitale assopita nel chakra della base, alla illuminazione buddhista. Solo quando la respirazione diviene connessa, circolare, senza pause e senza apnee, si hanno quei fenomeni di catarsi emozionale, di perdita del controllo, di abreazione tipiche dei breathwork occidentali, rebirthing compreso.



Dott. Paolo Pozzati
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